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11

February

Contributi della Scuola DiCultHer alla mozione "Safeguarding and enhancing Europe’s Intangible Cultural Heritage"

RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE PUBBLICA Safeguarding and enhancing Europe’s Intangible Cultural Heritage.

Ripartire dalla cultura come bene comune e come condivisione: è questo il messaggio forte che arriva dai risultati della Consultazione Pubblica Safeguarding and enhancing Europe’s Intangible Cultural Heritage presentata l’11 luglio 2016 presso la sede dell’Istituto della Enciclopedia Treccani.

Un messaggio che intercetta e identifica le istanze che hanno portato all’elaborazione e realizzazione del progetto #DiCultHer, estendendo all’Europa gli obiettivi che fin dal principio ne hanno sotteso la programmazione e le azioni nel nostro Paese: garantire contesto e sviluppi attuativi al ‘diritto di ogni cittadino ad essere educato alla conoscenza e all’uso responsabile del digitale per la salvaguardia e la valorizzazione nel patrimonio culturale e dei luoghi della cultura’.

Obiettivi che si sostanziano nella convinzione che il patrimonio culturale, retaggio abilitante i processi di costruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e di promozione del dialogo interculturale, rappresenti sempre più un volano di sviluppo ed una risorsa strategica nel concorrere, anche attraverso il digitale inteso esso stesso come entità ormai di fatto e di diritto integrata in quel retaggio, a re-innovare le modalità di condivisione del sapere, strutturando un diverso rapporto fra spazi e modi di abitarli nel quale la dimensione dell’agorà del confronto e dialogo co-creativi si dilati ed espanda oltre i sedimenti di dogmatismi astorici, ad una visione della cultura quale complesso organico di nodi di id-entità imprescindibile perché il futuro evolva nella costante relazione con la realtà contemporanea recependone la sua memoria, nonché per ridare senso e significato a quel “progetto” iniziale di Europa così importante per il futuro di tutti.

Una sfida che pone la cultura al centro di quel “progetto d’Europa” – anche rispetto al suo essere “bene comune” e dispositivo fondamentale di coesione sociale – in grado di modificarne la percezione individuale e collettiva rispetto al valore assoluto della cultura stessa e delle culture digitali, che ne sono parte integrante.